RosaMusicale

Progetto di Musicoterapia: sedute individuali e di gruppo per i malati e i loro familiari.

Attivo dal giugno 2015 presso l’Hospice Il Tulipano di Niguarda Ca’ Granda e dal febbraio 2017 presso l’Hospice dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo.

Perché la Musicoterapia:

La proposta di un intervento musicoterapico all’interno dell’Hospice, nasce dall’idea di poter usare il suono e la musica come elementi caratterizzanti una situazione terapeutica nuova, stimolante, orientata al miglioramento della qualità di vita. Attraverso l’elemento sonoro ci si propone di instaurare una relazione libera e spontanea tra musicoterapista e malato, tra il malato e i suoi familiari, ma anche fra il malato e se stesso: la musicoterapia è spesso un tempo dedicato al facilitare la presa di contatto con la propria situazione e i propri bisogni. Una particolare attenzione sarà data al valore che assume la comunicazione non verbale, di tipo musicale, nella relazione tra malato, famigliari e operatori nel contesto della malattia terminale.

Come è evidente dalla letteratura, la musicoterapia offre un supporto significativo ai malati in Hospice e in generale a chi afferisce alle cure palliative. E’ una modalità creativa ed innovativa per incontrare le necessità multidimensionali del malato terminale e dei suoi cari,  può essere applicata in una serie di problematiche legate alla sfera emozionale, fisica e spirituale con modalità non invasive e non verbali. La musica può raggiungere chi non è in grado di verbalizzare necessità e sentimenti.

Nello specifico, gli obiettivi che si intendono raggiungere sono:

  • proporre un’attività, che insieme alle pratiche assistenziali quotidiane, concorra al raggiungimento del benessere e della qualità di vita ;
  • dare la possibilità di esprimere emozioni in un ambito non giudicante;
  • creare uno spazio in cui l’individuo possa avere un’esperienza diversa della sua condizione di malato;
  • attraverso il suono e la musica proporre canali comunicativi rivolti all’esterno e a se stessi;
  • coinvolgere amici e familiari per creare un terreno comune che faciliti l’incontro e lo scambio;
  • fornire agli operatori dell’ Hospice nuovi spunti e strumenti per entrare in contatto con la storia del malato.

Il progetto si colloca all’interno di un lavoro di equipe  consolidato:  la presenza del musicoterapista arricchisce il team dell’Hospice, già composto di professionalità differenti, per operare in modo multidisciplinare e garantire un piano di intervento il più possibile personalizzato.

Le sedute sono proposte personalizzate che si integrano nel percorso musicale già avviato dall’Hospice con il progetto de i “Pomeriggi Musicali” in corso dal dicembre 2010.

Descrizione dell’intervento musicoterapico:

Si entrerà in contatto con la futura utenza attraverso colloqui conoscitivi e, nel caso il malato sia impossibilitato a parlare, le informazioni potranno essere ricavate anche dai familiari.

Una volta raccolte le informazioni necessarie, si progetta (coinvolgendo anche il malato) l’intervento musicoterapico. Segue l’inizio della terapia vera e propria, che sarà unica per ogni singolo individuo, graduale e libera di modificarsi in corso d’opera.

L’invio dei malati alla musicoterapia è concordato con l’infermiere referente: il musicoterapista riceve informazioni sui malati, collabora alla realizzazione del progetto assistenziale personalizzato, effettua una valutazione di fattibilità iniziale dell’intervento, partecipa alle riunioni di équipe e alle discussioni dei casi. Inoltre, con l’infermiere referente, definisce gli obiettivi d’intervento che sono strettamente collegati alla condizione del malato all’ingresso e al motivo del ricovero  (controllo del dolore e degli altri sintomi, supporto psicologico paziente e/o familiari, sollievo alla famiglia, accompagnamento alla morte). Il musicoterapista utilizzerà una scheda tecnica di accertamento e raccolta dati e, al termine di ogni seduta,  stilerà note dettagliate che riportano l’andamento della seduta ed i  risvolti affettivo – emotivi che in essa si sono sviluppati.

Le sedute di gruppo si svolgeranno con i medesimi criteri di invio e preparazione. I pazienti saranno assolutamente liberi di decidere se partecipare o meno all’attività collettiva che potrà essere sviluppata integrando tecniche e figure di riferimento proprie di arte-terapia e musicoterapia.

Dopo una presentazione e conoscenza iniziale, in cui emergono gli interessi, i gusti musicali, le potenzialità e capacità d’interazione e la disponibilità ad esplorare e suonare strumenti musicali, il musicotreapista propone tecniche differenti in base alla predisposizione del malato e dei familiari, se presenti:

  • ascolti che si adeguino e sviluppino i gusti musicali del malato, con la possibilità di verbalizzare quanto percepito durante l’esperienza di ascolto.
  • esperienze d’improvvisazione musicale libere da ogni schema formale ed estetico, per promuovere la comunicazione, la relazione e l’espressione emotiva.
  • Composizione di canzoni/musiche per se stesso, per i suoi familiari, per l’equipe.

Il lavoro si svolge nel rispetto della persona attraverso un’osservazione delle modificazioni fisiche ed emotive e mediante semplici domande che favoriscono la partecipazione attiva del malato nella misura in cui è disposto a lasciarsi coinvolgere in una relazione empatica.

Il tipo d’intervento sarà diversificato a seconda delle condizioni del malato. Nel caso il soggetto sia incapace d’intendere e di volere o le sue condizioni fisiche non gli permettano di interagire con il mondo esterno, sarà premura dell’operatore musicale accertarsi (attraverso il confronto con l’equipe dell’Hospice) della pertinenza del suo operato.

Il criterio principale di esclusione o sospensione della musicoterapia  riguarda la gravità della condizione clinica presente all’ingresso o sopraggiunta durante la degenza. Anche la difficoltà di affidarsi alla comunicazione non verbale, può essere condizione che esclude la partecipazione alle sedute. Non sono invece considerati motivi di esclusione le condizioni di confusione, lieve agitazione, il deterioramento cognitivo, né è prevista limitazione rispetto all’età.

L’intervento musicoterapico all’interno dell’Hospice sarà di un pomeriggio alla settimana (dalle 15:00 alle 18:00) per le sedute individuali e di un pomeriggio ogni due settimane (dalle 13:00 alle 15:00) per gli incontri collettivi.

Le sedute si svolgono nella camera del malato, quando non è possibile spostarsi, o nel soggiorno, dotato di un pianoforte . Gli incontri possono prevedere la presenza di familiari, se gradita al malato e se interessati. La durata delle sedute individuali è variabile, da un minimo di 30 ad un massimo di 45 minuti, in base alla disponibilità e alla reale possibilità del malato a partecipare. Per quanto riguarda le sedute di gruppo si prevede una durata massima di 60 minuti.

La figura del musicoterapista:

Il musicoterapista è un osservatore e un compagno, un interlocutore e un musicista, un ponte tra il suono e la persona, qualcuno con cui condividere il silenzio e l’ascolto, una persona estranea con cui esperire la relazione che nasce dal suono. Egli porta la sua storia musicale e la mette a disposizione del paziente, cercando di creare un’atmosfera sia stimolante sia rassicurante, uno spazio in cui terapista e paziente vivono e condividono lo stesso presente.

Gli ottimi risultati ottenuti nell’Hospice Il Tulipano ci hanno indotto ad estendere l’attività di musicoterapia anche presso l’Hospice Bassini. Ci fa molto piacere che lo stesso musicoterapista utilizzi in un altro contesto l’esperienza maturata in due anni di lavoro svolto con estrema professionalità,   sensibilità e passione.

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