RosaMusicale

Sedute individuali e di gruppo per i malati ricoverati in Hospice e i loro familiari.

 

Il progetto ha avuto una fase iniziale di sperimentazione a due anni di distanza l’una dall’altra: nel 2015 presso l’Hospice Tulipano dell’Ospedale Niguarda di Milano e nel 2017 presso L’Hospice Bassini di Cinisello Balsamo.

Il progetto, dopo una sospensione da marzo a settembre 2020 per la pandemia, è oggi attivo in presenza nell’Hospice Il Tulipano dopo una ripresa a partire dallo scorso ottobre. Nell’Hospice Bassini di Cinisello Balsamo, in seguito alla sua trasformazione in Hospice Covid, stiamo sperimentando sedute di musicoterapia in modalità a distanza perché riteniamo che le necessità dei pazienti non siano cambiate e che sia fondamentale, in questo periodo buio,  dare un messaggio di continuità e normalità.

DA DOVE NASCE L’IDEA DEL PROGETTO.

In entrambe le strutture la proposta di un intervento musicoterapico all’interno dell’Hospice è nata dall’idea di poter usare il suono e la musica come elementi caratterizzanti una situazione terapeutica nuova, stimolante, orientata al miglioramento della qualità di vita. Attraverso l’elemento sonoro ci si è proposti di instaurare una relazione libera e spontanea tra musicoterapista e malato, tra il malato e i suoi familiari, ma anche fra il malato e se stesso.

Come è evidente dalla letteratura, la musicoterapia è una modalità creativa ed innovativa per incontrare le necessità multidimensionali del malato terminale e dei suoi cari poiché la musica può raggiungere anche chi non è in grado di verbalizzare necessità e sentimenti.

Nello specifico, gli obiettivi che si intendono raggiungere sono:

  • proporre un’attività, che insieme alle pratiche assistenziali quotidiane, concorra al raggiungimento del benessere e della qualità di vita;
  • dare la possibilità di esprimere emozioni in un ambito non giudicante;
  • creare uno spazio in cui l’individuo possa avere un’esperienza diversa della sua condizione di malato;
  • attraverso il suono e la musica proporre canali comunicativi rivolti all’esterno e a se stessi;
  • coinvolgere amici e familiari per creare un terreno comune che faciliti l’incontro e lo scambio;
  • fornire agli operatori dell’Hospice nuovi spunti e strumenti per entrare in contatto con la storia del malato.

Il progetto si colloca all’interno di un lavoro di equipe consolidato: la presenza del musicoterapista arricchisce il team dell’Hospice, già composto di professionalità differenti, per operare in modo multidisciplinare e garantire un piano di intervento il più possibile personalizzato.

Le sedute sono ‘proposte personalizzate’ che si integrano nel percorso musicale già avviato dall’Hospice con il progetto de i “Pomeriggi Musicali” in corso dal dicembre 2010.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO MUSICOTERAPICO.

Il musicoterapista  entra in contatto con il paziente, già preselezionato dagli infermieri dell’Hospice e dalla psicologa,  attraverso colloqui conoscitivi con il malato stesso o con i familiari, nel caso di un sua impossibilità di parlare.

Una volta raccolte le informazioni necessarie e definiti gli obiettivi dell’intervento strettamente collegati alla condizione fisica e psicologica del malato, inizia la terapia vera e propria, che è unica per ogni singolo individuo, graduale e libera di modificarsi in corso d’opera.

Dopo una presentazione e conoscenza iniziale del paziente, in cui fare emergere gli interessi, i gusti musicali, le potenzialità e capacità d’interazione e la disponibilità ad esplorare e suonare strumenti musicali, il musicoterapista propone tecniche differenti:

  • ascolti che si adeguino e sviluppino i gusti musicali del malato, con la possibilità di verbalizzare quanto percepito durante l’esperienza di ascolto,
  • esperienze d’improvvisazione musicale libere da ogni schema formale ed estetico, per promuovere la comunicazione, la relazione e l’espressione emotiva,
  • composizione di canzoni/musiche per se stesso, per i suoi familiari, per l’equipe.

Le sedute si svolgono nella camera del malato, quando non è possibile spostarsi, o nel soggiorno, dotato di un pianoforte.

Gli incontri possono prevedere la presenza di familiari, se gradita al malato e se interessati. La durata delle sedute individuali è variabile, da un minimo di 30 minuti ad un massimo di 45, in base alla disponibilità e alla reale possibilità del malato a partecipare.

Il musicoterapista documenta tutto quello che avviene durante la seduta utilizzando una scheda tecnica di accertamento e raccolta dati e, al termine, stila note dettagliate che riportano l’andamento della seduta ed i  risvolti affettivo – emotivi che in essa si sono sviluppati.

L’intervento musicoterapico all’interno è di un pomeriggio alla settimana in ognuno dei due Hospice da destinare a sedute settimanali individuali o collettive per un totale complessivo di 4 ore.

LA FIGURA DEL MUSICOTERAPISTA.

Il musicoterapista è un osservatore e un compagno, un interlocutore e un musicista, un ponte tra il suono e la persona, qualcuno con cui condividere il silenzio e l’ascolto, una persona estranea con cui esperire la relazione che nasce dal suono. Egli porta la sua storia musicale e la mette a disposizione del paziente, cercando di creare un’atmosfera sia stimolante sia rassicurante, uno spazio in cui terapista e paziente vivono e condividono lo stesso presente

Nel nostro progetto le sedute nei due Hospice sono gestite dallo stesso musicoterapista.

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