MagiaHospice

Dopo 15 mesi di sospensione la pet therapy è tornata ad essere attiva presso l’Hospice Bassini di Cinisello Balsamo. La Dott.ssa Nausika Gusella e Monica Varesi ci raccontano le loro reazioni ed emozioni, ma anche quelle dei pazienti e degli operatori sanitari che hanno incontrato Magia al suo rientro.

Niente resta immutabile. Tutto cambia, anche la roccia.

Il tempo, il lavorio degli elementi, lo sfregamento della terra, la forza dell’acqua, la spinta del vento, il fuoco primordiale hanno trasformato la roccia in una spiaggia di sassi e trasformeranno ancora quei sassolini in sabbia finissima.

Vorrei poter dire che non è cambiato nulla. Ma è cambiato tutto.

Come i sassi ci siamo trasformati anche tutti noi, operatori ospedalieri, pazienti e familiari. Con quasi due anni di pandemia abbiamo vissuto momenti tragici che ci hanno profondamente segnati, hanno aperto come crateri le nostre paure e ci hanno scoperti piccoli e vulnerabili. Eppure la Magia esiste. Eppure esiste l’emozione, ancora. E, se è possibile è ancora più intensa.

Abbiamo, poco prima della pandemia, dovuto salutare Miracle, di lei abbiamo un bel poster a metà corridoio.

Stiamo cercando di plasmarci, di fare posto alla piccola Magia che, così diversa, può rammentarci il cambiamento.

Quando potremo dirci soddisfatti? Quando avremo lasciato spazio al cambiamento, alla piccola Magia, alla riapertura dei cuori, al pianto, alla gioia, al ventaglio intero delle emozioni.

Intanto sono i nostri pazienti a mostrarci la strada. Loro che, emozionati, sorridenti, commossi o divertiti hanno lasciato spazio alla piccola Magia.

C’è stato chi si è lasciato andare in lunghe risate accoglienti per il suo inconsueto aspetto, chi ha affondato le mani nel suo lungo e morbido pelo, chi si è accoccolato dolcemente accanto a lei trovando calore e conforto, trovando casa. Era una sorpresa vedere un animale in camera dopo che chiunque poteva entrare solo a seguito di un lungo protocollo da rispettare.

Il primo tra tutti è stato il signor G.

Ha coltivato nella vita lunghi rapporti di frequentazione, chiamarle amicizie era per lui il segno di un grande onore, di un passaggio interiore.

L’amicizia, l’affetto vanno conquistati, non si regala a chiunque. G. conosceva quanto ogni singolo dono era prezioso.

Aveva, negli anni, frequentato a lungo la biblioteca e scritto quaderni di appunti nella speranza di avere insegnamenti sulla vita e sulla morte. Erano insegnamenti a cui ripensava. Aveva a lungo avuto un cane e, negli ultimi anni, aveva rinunciato, come ultimo atto d’amore, a prenderne un altro perché temeva di non potersene occupare per motivi di salute.

G. ha accolto Magia come una vecchia amica, si è lasciato avvolgere dal suo calore, si è lasciato guardare dentro agli occhi e l’ha profondamente osservata. “Com’è dolce”, continuava a dire.

Si trattava del qui ed ora e si trattava anche di allora, della dolcezza ricevuta in tempi passati e che poteva finalmente riaffiorare. Pian piano prendeva posto l’emozione a scapito della razionalità. Magia lo aiutava a lenire il dolore, a dormire.

Sono certa che l’ha sognata prima di andarsene come, nella sua nascosta dolcezza, ha ripercorso tutto l’affetto dato e ricevuto con discrezione ma con generosità.

A cura di Nausika Gusella, psicologa

 

Sono stata estremamente felice di poter rientrare in Hospice dopo tanto tempo e di sentire quanto possa essere importante la mia attività all’interno di questo reparto.

Mi è mancato moltissimo non potervi lavorare anche se negli ultimi mesi  sono stata molto impegnata in strutture RSA e abbia potuto constatare quanto l’intervento dei cani possa essere utile anche con questo tipo di pazienti.

Confesso che quando sono tornata a varcare la soglia dell’Hospice ero eccitata e ho provato un’emozione enorme quando ho visto appeso nel corridoio il poster di Miracle (la mia fida ex pet partner che ci ha lasciato più di un anno fa). E’ stato un regalo voluto da tutto il personale sanitario per ricordare un’amica e collega “pelosa” e riconoscere il valore della sua preziosa attività.

Spirit, l’altro mio cane pet therapist , fino a settembre non sarà in Hospice poiché la Direzione Sanitaria dell’Ospedale, per questioni di contenimento della diffusione del coronavirus, mi ha chiesto di rispettare regole molto precise tra cui quella di  farmi accompagnare nella struttura solo da un cane, sempre lo stesso, e di disinfettarlo completamente prima di introdurlo in ogni stanza. Ho scelto di portare in Hospice Magia, l’ultima arrivata tra i miei partner canini,  perché più facilmente gestibile per le sue piccole dimensioni che mi consentono di non appoggiarla per terra quando passiamo da una stanza all’altra e di mantenerla quindi pulita con minor difficoltà.

Magia è giovane però è già molto attenta al bisogno dei pazienti; sembra aver ereditato tutto ciò che sapeva fare Miracle senza averla avuta al suo fianco. E’ una cagnetta molto calma e che, a causa delle sue dimensioni ridotte, può entrare facilmente in contatto con i malati, far loro sentire il calore del proprio corpo e trasmettere la  sua tranquillità. Non appena viene appoggiata sul letto del malato gli si sdraia vicino facendo la cuccia accanto a lui e resta lì accoccolata anche per ore per farsi accarezzare e fargli compagnia.

Nel giorno del nostro rientro abbiamo fatto visita a due pazienti in camera anche se uno dei due per ora ci ha voluto conoscere solo a distanza. Ma ogni tipo di contatto è importante di questi tempi. I pazienti ricoverati in Hospice hanno bisogno di relazioni in una realtà in cui tutte le attività diversionali  (pet therapy e musicoterapia) sono state sospese per oltre un anno e in cui tuttora l’accesso dei parenti è contingentato. Basta un contatto visivo per permettere ai malati di aprirsi, di iniziare a raccontare dei  propri bisogni, della serenità che provano stando con Magia e di quanto siano dolci e espressivi i suoi occhi.

Anche le infermiere e le Oss ci hanno festeggiato al nostro rientro: una di loro ha addirittura deciso di cambiare il turno la prossima volta che torneremo in Hospice per potere rivederci.

Che bello è stato tornare!

A cura di Monica Varesi, pet therapist partner

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